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Rent
 


Rent è la trasposizione in chiave moderna dell’opera lirica “La Bohème” di Giacomo Puccini: alla fine degli anni ’80, un gruppo di giovani artisti dell’East Village di New York vive alla bohémienne, confrontandosi con il grande tema dell’arte mischiata a gioia di vivere, libertà di espressione, sessualità, AIDS, droga e morte.
L’opera racconta l’essere giovani a New York, la città che non dorme mai. Racconta l’essere forti, esuberanti ed estroversi, ma allo stesso tempo impauriti dagli ostacoli che la vita di tutti presenta. 

 

Protagonisti principali dell’opera

Roger Davis: musicista - compositore sieropositivo e che fatica ad affermarsi, che sogna di scrivere, prima di morire, una canzone con cui lasciare un segno indelebile della sua vita ai posteri. 
Mimì Marquez: spogliarellista di un night club con AIDS e problemi di droga, fidanzata di Roger.
Mark Cohen: regista e voce narrante della storia, amico e compagno di stanza di Roger.

Maureen Johnson:
attrice esuberante ed egocentrica, ex fidanzata di Mark, che ha lasciato perché innamorata della ricca avvocatessa Joanne Jefferson.
Benjamin Coffin III
: padrone di casa dell’appartamento di Roger e Mark.
Tom Collins: ex-docente dell’università di New York, sieropositivo. E’ perdutamente innamorato di Angel Shunard, travestito stravagante e pieno di vita. 

Altri personaggi: la madre di Mark, la madre di Roger, i signori Jefferson, il signor Grey, Alexi Darling, Steve, Paul e altri.


Matteo debutta nella versione Italiana con la parte di Paul. Dal gennaio 2001 gli viene offerto di interpretare il protagonista principale, Roger.


"Come è possibile documentare la vita reale quando la stessa vita diventa ogni giorno di più finzione?", chiede Mark, il regista narratore della storia, all'inizio dello show.
Questa è una delle molte linee profetiche che Jonathan Larson scrisse prima della sua improvvisa morte, avvenuta all'età di 35 anni per aneurisma aortico, e prima che il suo spettacolo diventasse la più grande rappresentazione teatrale degli ultimi venti anni. La morte di Larson e il successivo successo di Rent sono divenute così favole epiche dense di tragedia e trionfo che hanno senza dubbio già acquistato una statura mitica. Dice Eddie Rosenstein, anche lui regista e uno dei migliori amici di Larson: "Era perfetto Jonathan: in quel modo, in quella perfezione, era sempre oltre. Drammaticamente, la sua morte ebbe un senso. La drammatica domanda della sua vita fu superata."

La storia di Rent ha una strana traiettoria. Per sette anni, Larson, un drammaturgo, compositore e pianista di talento, desideroso di rinnovare il musical americano e bramoso di fare carriera, lavora sull'opera lirica La Bohème, ricollocando nell'East Village di New York City la storia degli artisti parigini di Giacomo Puccini. La produzione off-Broadway di Rent viene presentata in anteprima il 25 Gennaio 1996, al Workshop Theatre di New York. La sera precedente, alla prova generale, la rappresentazione raccoglie una standing ovation. Una volta rincasato, Larson, dopo aver messo una teiera sul fuoco, perde i sensi e muore sul pavimento del suo appartamento. Due settimane più tardi, Rent apre. Tre mesi dopo lo spettacolo approda a Broadway, i giovani protagonisti diventano subito delle celebrità e Larson vince il Premio Pulitzer. In quella primavera Rent riceve i più famosi premi di teatro, inclusi i Tonys; il cast, che ha inciso il disco, ottiene la nomination al Grammy, e un film è in lavorazione. Rent ha avuto il pregio di rinvigorire il musical di Broadway; ha offerto un testamento e una testimonianza alle vite vissute al margine tra creazione e morte.
"Il contrario di guerra non è pace, è creazione" canta Mark in La Vie Bohème. Una delle missioni di Jonathan mentre scriveva Rent era celebrare l'arte e gli artisti. "Celebrando gli artisti e la contro ­cultura, Rent esalta anche la diversità come elemento necessario per una sana civilizzazione" egli scrive nel 1992. Una frase ritrovata sul computer di Jonathan Larson, l'autore di Rent, pochi giorni dopo la sua morte, spiega un po' il suo intento e la sua visione dell'opera: "In questi tempi pericolosi, dove sembra che il mondo si stia scucendo, tutti possiamo imparare a sopravvivere da coloro che guardano la morte negli occhi ogni giorno, e dovremmo tenderci verso gli altri e legarci come una comunità, piuttosto che nasconderci dal terrore della vita alla fine del millennio."


 




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