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La Variante di Lüneburg, Stampa
 


[scarica] La Variante cambia e si evolve. Mramor: un'emozione continua.


 

Indice articoli sottostanti:

- 16/07/2009, La Variante di Lüneburg; Paolo Maurensig
- Paolo Maurensig: La Variante di Luneburg
- Altra recensione
- Opinione di un lettore


 

 

Il titolo ha tutta l'aria di uno schema scacchistico. Infatti potrebbe, come no?
Un romanzo, un giallo che mette alla prova la resistenza mentale come può farlo una tesissima partita a scacchi.
“I giornali di oggi riportano la notizia della morte di un uomo, avvenuta in una località non lontana da Vienna. Ieri, domenica mattina, un certo Dieter Frisch è deceduto per una ferita da arma da fuoco. La perizia medico-legale fa risalire l'evento alle quattro del mattino, riscontrandone le cause in un proiettile di pistola che, esploso da brevissima distanza, gli ha forato il palato ed è fuoriuscito dalla zona occipitale.”
Chi era Dieter Frisch? Un ricco imprenditore, felicemente sposato, padre di quattro figli, un uomo di successo insomma. Perché qualcuno lo voleva morto?
Da qua nasce, come un indagine a ritroso una lettura che ci dà la morte di Frisch come una "mossa" scacchistica, che contrappone un odio antico tra due "giocatori" disposti a tutto per sopraffarsi. L'uno ebreo e l'altro nazista, non lasceranno nulla di intentato per colpirsi finalmente in modo letale.
L'inferno è sulla scacchiera.
dalla aletta: "...credo che ciascuno di noi abbia, in qualche parte del mondo, il proprio antagonista, l'alter ego negativo, come ciò che si oppone ai Santi Nomi dell'Albero della Vita: la qlippah, di cui i saggi sconsigliano perfino di pronunciare il nome, il serpente sempre pronto a sollevare la testa, l'avversario che non ci si augurerebbe mai di incontrare e nel quale, tuttavia si finisce per imbattersi, essendo egli parte del nostro stesso essere..."
Bel romanzo, coinvolgente e mai banale.

Recensione di: Cornell , (Sunday, July 26, 2009)   |   Voto: ●●●●   |

Può una partita a scacchi portare al suicidio? Pare di sì, come possiamo leggere da questo breve, ma molto gradevole romanzo scritto da Paolo Maurensig nel 1993.

Kasparov diceva che gli scacchi sono uno degli sport più violenti al mondo, difficile a credersi, a meno che uno scatto d'ira porti a conficcare un alfiere nell'occhio di chi ti sta davanti, nessuno mai riterrebbe possibile e veritiera tale affermazione. In questo piccolo gioiello, l'autore riesce a dare una chiave di lettura plausibile all'asserzione del campione russo, e lo fa raccontandoci una storia a ritroso, partendo dalla fine, mischiando romanzo, aspetti psicologici, storia, thriller e giallo velato di una patina di mistero, che mai si dissolverà completamente, il tutto incentrato sul complicatissimo gioco degli scacchi.

Un ricco uomo d'affari, Dieter Frisch, viene trovato morto nella sua villa, ucciso da un colpo esploso proprio dalla sua pistola, quindi verrebbe da pensare a una vendetta, un regolamento di conti magari, invece c'é un particolare che non convince gli investigatori: una scacchiera fatta da pezzi di stoffa bianchi e neri cuciti insieme e delle pedine fatte con bottoni di varia grandezza, sulle quali sono incise le iniziali di ciascun pezzo del gioco. Non si capisce il perchè di quel cencio, poiché Frisch era un "Maestro" riconosciuto a livello internazionale e direttore di una nota rivista sul gioco degli scacchi, quindi avrebbe potuto giocare su scacchiere molto più pregiate di quella, tra l'altro non di sua proprietà. Cosa molto più strana, sul "terreno di gioco" era rappresentata una mossa particolare, a cui l'uomo aveva dedicato svariati artiicoli sulla sua rivista, la "variante del nero" lui la chiamava, ma molto più nota come "La variante di Luneburg".

Da qui l'autore ci riporta indietro nel tempo, al viaggio sul rapido Berlino-Vienna, dove ogni venerdì potevi trovare il Sig. Frisch e il fido assistente Baum intenti a sfidarsi al nobile gioco, noncuranti di tutto ciò che accadeva loro intorno, fino a quando un giovane entra nello scompartimento e inizia a studiare la disposizione delle pedine, notando proprio che Frisch aveva adottato, ai danni del povero Baum, una nota variante, "la variante del nero", mossa che, come sottolineato anche dal nuovo arrivato, presenza "disturbante" e non molto gradita dai due all'inizio, sicuramente lo porterà a sconfitta certa, se non condotta correttamente.

Incuriosito per la puntualizzazione del giovane, Frisch si fa via via più curioso e inizia a far domande allo sconosciuto, tal Hans Mayer, giocatore professionista anche lui, ma non più esercitante da vario tempo. Così Hans inizia a raccontare la sua storia, fatta di una passione viscerale per il gioco degli scacchi, che l'hanno portato prima ad un'ascesa repentina, guidata da un altro campione, Tabori, conosciuto in un circolo (o forse meglio dire "bettola") di scacchi, il "Der Rote Engel", che istruì Mayer con tutte le tecniche da lui conosciute, poi ad un declino psicologico inarrestabile, complice anche la sparizione del suo maestro nel momento di maggior bisogno. 

Tabori era un campione di scacchi, di quelli con il "marchio a fuoco" indelebile stampato in mezzo alla fronte, e aveva perso per un soffio (o, per meglio dire, "sabotaggio") la partita più importante della sua carriera, contro un ufficiale delle S.S. in ascesa. Da lì i poi interviene la componente storica, che ci riporta agli atroci orrori dei campi di sterminio nazisti, a cui Tabori, essendo di origine ebraica, non scampò. Proprio in quel tetro luogo ritrovò l'ufficiale nazista che, non trovando avversari alla sua portata, lo volle assolutamente come sfidante, risparmiandolo da una orrenda fine e mettendo una macabra posta in gioco: vite umane. Le dispute tra i due andranno avanti fino alla "liberazione" del campo da parte dei Russi.

Il racconto del giovane Hans segnerà profondamente la coscienza di Frisch e sarà determinante per il gesto estremo del facoltoso imprenditore. Mayer può essere visto come un appuntamento con il destino, a cui nessuno può sfuggire, nemmeno cambiando identità, modi di vita, e celandosi dietro un'agiatezza e rispettabilità impeccabili e inattaccabili.

Romanzo che scorre liscio dalla prima all'ultima pagina, catturando l'attenzione e soprattutto la curiosità del lettore, alternando e riuscendo a legare molto bene i vari racconti delle vite di ognuno dei protagonisti senza che la storia si perda o rischi di annoiare, complice anche la breve durata dello scritto, la narrazione a "ritroso" e il fatto che non sia sempre il solito "investigatore" a spiegare un delitto, ma proprio i personaggi principali.

Consigliato vivamente a chi non ha molto tempo per leggere, ma cerca un prodotto di qualità racchiuso in poche pagine.

 

La scacchiera come metafora di vita; le diverse strategie di una partita a scacchi, come i diversi modi di vivere la propria vita. "La variante di Lüneburg", opera prima di Paolo Maurensig (v Recensione già pubblicata della sua ultima opera Vukovlad), ha rappresentato nel 1993, anno di pubblicazione, un vero e proprio caso letterario: dieci ristampe in meno di un anno, libro tradotto in molti paesi europei. Un successo straordinario per Maurensig, agente di commercio di professione.
La storia inizia con la scena di un delitto: Il Signor  Frisch viene trovato morto, all´interno della sua lussuosa villa, dalla sua cameriera. Dalle prime indagini nessuna traccia, nessun sospetto. Nessun oggetto fuori posto, ad eccezione di una scacchiera. Una scacchiera anomala, peraltro non di proprietà di Frisch, fatta di pezzi
di stoffa e con dei bottoni come pedine.
Comincia allora un percorso a ritroso negli ultimi giorni di vita del defunto, che per motivi di lavoro.....e di amante.....spesso viaggiava sul rapido Berlino Vienna. Frisch in treno era sempre in compagnia del direttore della filiale Bavarese della sua azienda, il Sig Baun, con il quale condivideva la sua passione: gli scacchi.
Ogni loro tragitto era caratterizzato dalla solita partita a scacchi, e anche durante l´ultimo viaggio i due avevano iniziato la loro sfida. Poco dopo l´inizio della partita, entra nello scompartimento un terzo passeggero di nome Hans Mayer. Frisch nota subito un particolare interesse verso la loro sfida tanto da sfidarlo. Mayer non accetta, giustificando il rifiuto con una fobia verso la scacchiera. Il passeggero inizia così a raccontare la propria storia; la sua passione per gli scacchi; l´incontro con il suo maestro Tabori avvenuto all´interno di una birreria la "Der Rote Engel", un circolo di scacchi sui generis. Anche Tabori era stato un grande giocatore di scacchi, quasi un professionista, ottenendo da giovanissimo, tra la fine del 1930 e gli inizi del 1940, numerose
vittorie contro avversari già affermati. La sconfitta che segnerà la sua vita sarà invece contro un suo coetaneo. Ma è una sconfitta anomala, pilotata, determinata non da suoi errori, ma dalle sue origini ebree. Inizia, infatti, la persecuzione razziale; inizia una delle  pagine più brutte della storia dell´uomo. Frisch inizia a comprendere
che lo strano incontro non è frutto della casualità, ma era stato voluto da qualcuno che molti anni prima aveva incrociato proprio su una scacchiera.....

 

“La variante di Lüneburg” è molto poco italiano nello stile, è molto “austro-ungarico” soprattutto per quanto riguarda le ambientazioni. Sin dalle prime pagine ci si immerge nell’atmosfera della storia, ambientata tra Vienna e Monaco di Baviera e che si svolge nel corso di cinquant’anni. La storia ha inizio con una misteriosa morte. Un ricco uomo d’affari viene trovato privo di vita nella sua casa; si è suicidato o è stato un omicidio? La risposta alla domanda sta tutta in una piccola e lacera scacchiera, fatta con vecchi pezzi di stoffa con le pedine formate da bottoni di varie dimensioni, che viene trovata accanto al corpo dell’uomo. Sulla scacchiera i pezzi sono disposti in una maniera precisa: si tratta di una partita giocata tantissime volte..Ma cosa hanno a che fare gli scacchi con tutta questa storia? La storia è una partita a scacchi tra due personaggi che si rincorrono per tutta la loro vita, che sarà segnata da una rivalità quasi irreale, da eventi dolorosi e dalla “Variante di Lüneburg”, una mossa degli scacchi che prende il nome da un luogo di immenso dolore. Il libro si legge in pochissimo tempo, è difficile fermarsi. Una volta iniziata, la storia continua a frullarti dentro anche dopo aver finito la lettura. E’ un libro che stupisce, che scuote, che appassiona, e che alla fine lascia sconvolti, al pensiero che spesso la realtà e più cruda di qualunque fantasia. Due sono i personaggi principali delineati in modo da ipnotizzare il lettore, con le loro figure e le loro vicende, ti catturano sin dal loro primo incontro, quando uno di loro si accorse che:”Ciascuno di noi credo abbia in questa parte del mondo un alter ego….e nel mio caso sembrava …. che tanti eventi non avessero mirato che a combinare questo scontro…”


 




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